Benvenuti nel nostro agriturismo

La storia

ESPERIENZA La nostra storia

‘’ Brolio, curte, portichu, cassinis, stabbia bestiarum, casellum, pratum de domo et de zardino de Rogorbella’’..

Roverbella deve il suo appellativo al latino roverem bellam, bella quercia, ma anche forte e bella dal latino robur-roburis.

La presenza in antichità di foreste di roveri e scavi archeologici nella zona, che hanno riportato alla luce oggetti gallici risalenti al III sec. AC ( ora conservati al castello sforzesco), fanno ipotizzare un insediamento celtico anche a Roverbella, sul limitare della foresta di roveri o in una radura all’interno della foresta stessa, luogo ambito dai celti.

Allo stesso modo la centuriazione romana, ossia la suddivisione territoriale in riquadri di 710m di lato e altri ritrovamenti di reperti d’epoca romana ( monete, vasellame e frammenti metallici e fittili), ci autorizzano a pensare che anche a Roverbella vi fosse un insediamento romano.

Ancora nel medioevo negli atti notarili troviamo parole quali ‘’ Brolio, curte, portichu, cassinis stabbia bestiarum, casellum, pratum de domo ( ora chiamato prato della donna) et de zardino de Rogorbella’’.

Risale al 1208 il primo documento notarile redatto su pergamena inerente Pantigliate e Roverbella a cura del notaio imperiale Filiberto Di Flora, che curò un passaggio di proprietà da Amizo Collionus ai figli del Fu Obizzone Accattapani e Giacomo De Azello di ben 1800 pertiche di terreno.

Parte di Roverbella nel 1400 finì nella mani di Tomaso Grassi, mercante di lana, nonchè usuraio, il quale nel 1480, forse per spalancare le porte del cielo, donò ben 938 pertiche alla veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, grazie alla quale possediamo descrizioni dettagliate del luogo dal 1500 al 1800.

La Fabbrica comprò a Roverbella altri poderi portando la sua proprietà a 1520 pertiche coltivate a riso, foraggi e vite. Nella bolla papale del Pio IV, 17 Gennaio 1565, si legge di una cappella dedicata a S. Stefano, sita a Roverbella, al tempo in cui San Carlo era segretario pontificio, mentre è del 1593 la costruzione dell’oratorio di S. Zeno, del quale rimane la torretta con campanile , eretto quando l’arcivescovo di Milano era Federico Borromeo, la cui famiglia possedeva ed ancora possiede, il vicino castello a Peschiera e i cui domini confinavano con quelli di Roverbella. L’oratorio occupava parte occidentale e centrale dell’odierna casa padronale. C’erano mulini, acqua a volontà che sgorgava dai generosi fontanili, forni e pozzi e... un ospitium per pellegrini: antesignano quest’ultimo dell’odierno agriturismo?

Nel 1779 le terre per la prima volta vengono cedute a livello ai fratelli Carbonini ( il contratto livellare consente all’affittuario di riscattare la proprietà da lui condotta in affittanza). Attorno al 1849 il livellante non è più la veneranda Fabbrica del Duomo di Milano bensì la ‘’ Causa pia dello Scurolo di San Carlo in Milano ‘’ ( lo scurolo è la cripta posta sotto all’altare maggiore del Duomo , dove sono conservate le spoglie mortali di San Carlo). La cascina andava assumendo man mano la forma attuale, divisa fra due livellari fino a fine ‘800, quando passò a mani private. Nel 1923 venne acquistata dalla famiglia Arrigoni.

Abbiamo iniziato a condurre Roverbella nel 1977. Neccessitava di tante cure, tante fatiche, tanto amore e...tanti denari . Erano indispensabili interventi agli edifici: alcuni andavano resi più funzionali, altri sono andati distrutti perchè troppo malandati o non più adatti all’agricoltura di oggi. Ci occupavamo della coltivazione dei campi e dell’ allevamento di maiali.

Con tenacia ed enormi sacrifici abbiamo votato anima e corpo alla ristrutturazione della cascina, delle case, dei ricoveri, a piantare piante, ad abbellirla con fiori per tutte le stagioni. Gli stessi fiori che hanno indotto gli scenografi di “Cascina Vianello” a scegliere Roverbella quale location della fortunata serie televisiva “I misteri di Cascina Vianello”. Era il 1997 . Le riprese sono state un momento divertente, nuovo e curioso per noi e per tutti i Pantigliatesi. Perchè non dividere con altri tutto questo? Perchè non raccontare di ciò ai nostri ospiti?

Il 1° luglio 2006 abbiamo inaugurato il nostro agriturismo . E’ nata l’idea e si è avverata in mezzo a tante difficoltà. Grazie all’aiuto dei nostri figli abbiamo effettuato ulteriori manutenzioni agli edifici. La nostra casa sempre ospitale nei confronti di amici e conoscenti, ora è aperta anche a quanti desiderino conoscerla per trascorrere qualche ora alla nostra tavola o per passeggiare nel grande giardino, dove i bimbi possono giocare in libertà. Ma il pensiero corre anche al passato.

E’ dolce pensare di condividere gli stessi muri con quanti hanno qui vissuto, lavorato, gioito, sofferto. Accarezzare gli antichi mattoni e sassi che compongono le recinzioni, varcare le stesse soglie..., scoprire vecchi intonaci e tinteggiature che altri hanno scelto prima di noi, sederci al fuoco dei camini intorno ai quali molti si sono raccolti a parlare, a recitare rosari, mangiando caldarroste, scaldandosi nelle fredde serate invernali. Altrettanto struggente è passeggiare in giardino, curarlo, ammirarlo; raccogliere un pugno di terra e odorarne il profumo ricco di storia, una storia di annose mura e antichi personaggi scomparsi che a Roverbella,tuttavia, hanno lasciato qualcosa in più del loro lavoro: il loro amore , protetto dalla quercia secolare, la bellissima rovere che si innalza al centro del giardino, a ricordarci il nome di questo luogo.

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